tradimenti
Asia cap 23
18.05.2026 |
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Per la prima volta in vita sua, Amedeo si trovò nella condizione di fare l’uomo nel senso più puro del termine, e dopo un inizio quasi disastroso, se non altro perché aveva un’assurda..."
Dopo aver provato con me le gioie del piacere anale, Barbara non aspettava altro che ripetere l’esperienza, ma questa volta con un uomo all’altezza della situazione.“Ma tuo marito che ne pensa ?” le chiesi giusto per togliermi l’ultimo dubbio.
“Credo che lui non veda l’ora ancor più di me.” mi rispose non celando in alcun modo il suo entusiasmo “Pensa che mentre gli raccontavo quello che ho fatto con te, non ho mai smesso di segarlo facendolo venire due volte, e credimi con lui la doppietta è merce rara.”
“Ho capito, possiamo fare per venerdì sera e se vuoi penso a tutto io, cazzo compreso.”
“Va benissimo e poi oramai mi fido ciecamente di te; quindi, so che farai la scelta giusta.”
Conclusi la telefonata con le classiche raccomandazioni di rito, per poi chiamare Lionel, il giovane stallone che avevo scoperto da poco, che oltre ad avere una gran bella mazza, provava un certo gusto sadico nell’umiliare il cornuto di turno, senza però esser mai violento con la donna, che anzi trattava anche se a modo suo con estremo rispetto.
Non appena gli spiegai la situazione lui si mise a ridere, per poi comunicarmi che non aveva alcun problema a venire da noi venerdì sera, e che avrebbe seguito le mie direttive iniziali senza batter ciglio.
Barbara e Carlo arrivarono con qualche minuto di ritardo, che giustificarono dicendo che il traffico sembrava impazzito, ma più che altro sembrava che cercassero qualche modo per rompere il ghiaccio.
“Carlo tu sei d’accordo per fare il bravo cornuto e contento facendo tutto ciò che ti dirò ?” gli chiesi per avere l’ultima conferma una volta entrati nella stanza dei giochi.
“Sì sì, e del resto siamo qui per questo.” mi rispose chiaramente eccitato per la situazione che si stava venendo a creare.
“Bene allora calati pantaloni e mutande e poi siediti su quella poltrona.” gli ordinai col mio consueto tono perentorio.
Carlo ubbidì mettendo in mostra un pene di medie dimensioni in piena erezione, nonostante si fosse appena all’inizio della serata, e non appena poggiò le chiappe sulla poltrona gli legai i polsi ai braccioli usando dei lacci di seta.
“Adesso tu bella troietta ti vai a mettere a pecora su quel divano, proprio davanti al cornuto che ti porti dietro.” dissi a Barbara che si andò a posizionare come e dove volevo io sculettando fin troppo vistosamente.
A quel punto non mi rimase che alzare la minigonna di Barbara, sotto la quale aveva indossato un perizoma a dir poco striminzito che sfilai per non aver alcun intralcio, per poterle aprire le chiappe ed iniziare a leccarle il buchetto per prepararlo a ricevere il mio dito, che le infilai dentro non appena sentii i suoi primi gemiti di piacere.
“Vedi mio bel cornuto, non è che tua moglie non ami prenderlo nel culo.” dissi a Carlo che nel frattempo era diventato quasi paonazzo per quanto fosse eccitato “E’ che tu sei un perfetto incapace; infatti, il culo a me l’ha dato e anche bel volentieri, e stasera l’avrà un uomo con un cazzo almeno doppio del tuo.”
L’uomo provò a ribattere, così per zittirlo in modo definitivo gli misi in bocca il perizoma della moglie, prima di prendere alcuni plug che avevo intenzione di usare con Barbara.
“Amedeo dammi una man a preparare questa donna al piacere anale, tenendole aperte le chiappe mentre io le allargo l’ano.”
Non avevo mai reso partecipe il mio fidanzato dei giochi erotici che facevo spesso con altre donne, e lui fu quasi sorpreso del mio invito, ma poi quasi corse al mio fianco per fare ciò che gli avevo chiesto. Con l’aiuto di Amedeo infilai senza troppi problemi il plug più piccolo, per poi quasi giocarci facendolo entrare ed uscire diverse volte, sino a quando il suo ano non fu in grado di ricevere quello più grande senza farle provare alcun dolore.
Farle scivolare nel retto il secondo plug fu un po’ più complicato che col primo, ma usando una dose a dir poco eccessiva di lubrificante anche il secondo cuneo andò al suo posto, e farglielo roteare dentro usando il pomello fu un vero piacere.
“Barbara adesso userò un plug ancora più grande, e forse sentirai un po’ di dolore, ma serve a far sì che dopo non ne proverai, quindi rilassati e lasciami fare.” le dissi prendendo l’ultimo cuneo del terzetto.
Le non mi rispose, ma la vidi quasi afflosciarsi sul divano, e facendo meno fatica di quanto avessi previsto, la sodomizzai con l’ultimo plug. La donna, che non aveva mai avuto il retto pieno in quella maniera, rimase a stento in piedi, e fu quasi sollevata quando le dissi di mettersi in ginocchio, per poter iniziare un nuovo gioco ancor più eccitante.
Lasciandola vestita dalla vita in su, le sistemai un piccolo collare di pelle, al quale agganciai un sottile guinzaglio, che usai per far fare qualche giro alla donna, che sgattaiolò intorno a me in attesa della mia prossima mossa.
“Lionel vieni fuori, la tua puttana è pronta.” dissi con un tono quasi solenne per invitare lo stallone ad unirsi a noi.
Lui uscì coperto si fa per dire dai soli boxer, che non nascondevano in alcun modo la sua poderosa mazza, per darmi un lungo bacio in bocca prima di prendere il guinzaglio in mano.
“Grazie Asia, vedo che la tua amica ha il culo bello pieno, ma sai che il cazzo vero è tutta un’altra cosa non è vero bel puttanone.” chiese lo stallone a Barbara tirandola a sé fino a metterle il pacco a poca distanza dalla faccia.
“Si signore.” gli rispose la donna che non aspettava altro di farsi prendere da quel giovane di colore.
“Allora tirami fuori il cazzo e fammi un pompino come si deve prima che ti scopi fica e culo.”
Volendo godermi in tutta calma il primo vero rapporto anale di Barbara, mentre questa succhiava come una pazza la mazza di Lionel, m’andai a sedere vicino a Carlo al quale credo stesse letteralmente scoppiando la nerchia nelle mutande.
“Come ti chiami cornuto ?” chiese Lionel al marito di Barbara.
“Carlo perché ?” rispose l’uomo con un una faccia che definire da stupido è ancora riduttivo.
“Perché adesso ti faccio vedere come si scopa una donna per farla godere, e sia chiaro io uso tutto tranne che i guanti, ma del resto una così vuole solo sentire un gran cazzo che la sfondi a dovere.”
Lionel usando il guinzaglio, fece mettere Barbara carponi proprio davanti al marito, in modo che avesse la testa quasi fra le gambe di questi. Quando la penetrò lo fece sbattendole dentro quasi tutta la sua mazza al primo affondo, dandole poi una serie di colpi violentissimi, per non darle in alcun modo il tempo di riprendersi.
La donna però dopo aver urlato ma non troppo per il dolore, prese a gemere sempre meno sommessamente, sino a farlo in un modo così evidente da impedire qualsiasi fraintendimento.
“Dimmi Carlo, hai mai visto tua moglie godere così, e credimi questo è solo l’inizio.” domandai al neo-cornuto sfiorandogli con le dita i testicoli sempre più gonfi.
“No così no.” mi rispose vergognandosi come un cane e abbassando la testa.
“Lionel cos’aspetti a far provare a Barbara il piacere di un bel cazzo nel culo ?” chiesi con una certa ironia allo stallone “Non dirmi che l’essere il primo non ti eccita ?”
Il ragazzo non mi rispose, ma tolse il plug dal retto della donna facendogli fare un rumore simile a quello che si sene quando si stappa una bottiglia di champagne.
“Apriti il culo con le mani perché te lo voglio sbattere dentro tutto al primo colpo.” disse Lionel a Barbara che ubbidì in un misto di timore per il dolore e voglia per il piacere.
Nonostante avesse l’ano ben dilatato, quando lo stallone la sodomizzò e non lo fece certo con gentilezza, Barbara urlò per il dolore, ma era fin troppo chiaro che ben presto lo avrebbe fatto per altro.
Bastarono infatti una decina d’affondi per far sì che tutto quel dolore si trasformasse in piacere, e quando la donna iniziò a gemere, Lionel cominciò ad insultare Carlo che era a dir poco esterrefatto nel vedere la moglie presa in quel modo.
“Scommetto che ti stai arrapando come un riccio nel vedere la tua troia inculata così, e pensare che a te il culo non l’ha mai dato anche se sei un mezzo cazzo.Dai Asia facci vedere quanto resiste così ci facciamo una bella risata alla faccia di questo cornuto e contento.”
Per Carlo all’inizio credo sembrò un sollievo poter godere grazie alla mia mano, non sapendo che subito dopo per torturarlo un po’ gli avrei fatto sentire i polpastrelli sotto i testicoli.
“Barbara perché non dici al tuo bel maritino quanto stai godendo con un gran cazzo nel culo ? Perché sinora sei stata l’unica a non dire nulla.” chiesi alla donna che stava quasi per esplodere per il piacere che stava provando.
“Sì, mi piace e lo sai cosa ti dico pezzo d’idiota ?” disse la donna al marito con lo sguardo carico d’odio “Che d’ora in poi voglio che mi scopino solo uomini che hanno un cannone fra le gambe, e che il mio culo te lo puoi solo sognare. Voglio essere la puttana di uno come lui che mi spacca il culo in due ma mi fa godere, e mi dovrai dire solo grazie se ti faccio fare il guardone o ti sparo una sega.”
Barbara e Lionel iniziarono una strana gara a chi insultava di più Carlo, che sempre sollecitato dalle mie dita venne schizzandosi addosso il suo stesso seme, scatenando ancor di più lo stallone.
“Ecco perché sei un cornuto, sborri senza neanche scopare !” gli urlò quasi in faccia il giovane “Tu mettiti sulle sue gambe così vede meglio come ti faccio godere mentre ti rompo il culo.”
Barbara fu ben felice di sedersi sulle gambe del marito, anche perché sapeva che Lionel era sì prossimo all’orgasmo, ma che aveva ancora ben più d’una cartuccia da sparare.
Com’era facilmente prevedibile lo stallone prese la donna con tutte le sue forze residue, sbattendola senza sosta per diversi minuti, prima di alzarsi per mettersi quasi davanti a lei e inondarle il viso col suo seme.
“Puliscimi il cazzo e poi bacia il cornuto.” ordinò Lionel a Barbara che fu ben felice d’eseguire quell’ordine, fosse solo per gustare per l’ultima volta il sapore di maschio del ragazzo.
Quando spostò la bocca verso il marito, questo tentò di svincolarsi, riuscendo solo a far sì che lei quasi gli spalmasse lo sperma appena ricevuto sulle guance.
Lasciai che lo strano terzetto si riprendesse per poi dar loro tempo di rivestirsi e tornare alle proprie case, ritrovandomi con Amedeo e un’irresistibile voglia di sesso, che certamente il mio fidanzato non poteva soddisfare, almeno così com’era.
“Che ne dici d’andare in camera e replicare quello che hanno fatto quei due ?” gli proposi facendogli anche l’occhiolino.
“Ma mi prendi in giro ? Al limite te la posso leccare un po’, ma per il resto…”
“Tranquillo ho un’idea io e non credo che ti dispiacerà, però mi servi nudo quindi spogliati e fallo in fretta.”
Presi un grosso strap-on che aveva l’interno cavo, e lo feci indossare ad Amedeo che se pur riluttante si prestò al gioco, se non altro per farmi felice.
“Come si scopa lo sai.” gli dissi mentre mi spogliavo per poi mettermi carponi al centro del letto ”Quindi datti da fare e fammi godere.”
Per la prima volta in vita sua, Amedeo si trovò nella condizione di fare l’uomo nel senso più puro del termine, e dopo un inizio quasi disastroso, se non altro perché aveva un’assurda paura di farmi male, cominciò a scoparmi in modo più che soddisfacente.
Il problema fu che nonostante avesse il pene dentro lo strap-on venne più volte, fermandosi sempre un attimo prima che avessi io l’orgasmo.
Dopo il terzo stop compresi che l’unica via d’uscita era farlo sdraiare per poi montargli sopra, e facendo così riuscii anch’io ad avere un orgasmo degno di questo nome, che ebbe l’effetto di calmarmi come raramente mi succedeva.
“Credi che Barbara davvero non farà più sesso con suo marito ?” mi chiese Amedeo mentre ci preparavamo per dormire.
“Non lo so ma spero di sì, se non altro perché lui è davvero un coglione di prima categoria. Insomma, hai una gran bella moglie e non solo non riesci a farla godere, ma neanche a metterglielo dietro ! Quindi se lo lascia a secco ben gli sta.”
Il mio fidanzato non mi rispose, ma sapevo che dentro di lui non poteva che darmi ragione, e con quel pensiero m’addormentai felice d’aver reso una donna una sfacciata adultera.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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